Dopo una lunga attesa sono stati approvati lo scorso 8 luglio dalla Conferenza Unificata Stato - Regioni lo schema di decreto del Conto energia 2011 per l'incentivazione del fotovoltaico nei prossimi tre anni e le Linee guida amministrative per le fonti rinnovabili.
L'approvazione dei due provvedimenti - tra poco in GU - ha fatto tirare, finalmente, un sospiro di sollievo agli operatori le cui aspettative per il futuro sono, però, ancora alte.
Il Conto energia 2011
Il nuovo Conto Energia mira a facilitare il raggiungimento degli obiettivi di installazione di impianti fotovoltaici stabiliti per il 2020 in sede comunitaria: la potenza fotovoltaica dovrà passare dagli attuali 1350 MW fino a 8.000 MW (art. 3, comma1).
Secondo gli operatori del settore, però, tale obiettivo nazionale (gli 8.000 MW della potenza da installare entro il 2020) è molto basso: essi indicavano piuttosto una potenza di circa 15mila MW, basandosi sulla circostanza che già per la fine del 2010 si raggiungeranno i 2.500 MW. Inoltre – e questa è una vera e propria prima contraddizione in termini presenti nel testo – a fronte della potenza installata da raggiungere quantificata in 8000 MW, il DM prevede che le tariffe incentivanti concedano finanziamenti agli impianti per una potenza complessiva di 3500 MW.In base all’art. 1, comma 1, il nuovo DM “stabilisce i criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica”.
Come è noto, il Conto Energia riconosce sull’energia prodotta una tariffa incentivante fissa e garantita per 20 anni, a cui possono accedere persone fisiche, giuridiche, soggetti pubblici e condomini (cfr. art. 7 nuovo DM), dal momento in cui l’impianto entra in esercizio.
Tali tariffe debbono essere sottoposte ad una revisione periodica attuata tramite una progressiva diminuzione che, da un lato, porti ad un allineamento graduale verso gli attuali costi delle tecnologie e che, dall'altro, mantenga stabilità e certezza sul mercato. Pertanto, secondo le disposizioni che verranno introdotte dall’emanando decreto, dal 2011 ci sarà una riduzione delle tariffe incentivanti che, rispetto alle tariffe attualmente operative, appare più limitata per i piccoli impianti e più consistente per i grandi impianti:
-per il 2011 sono previsti tagli fra il 18-20%;
-per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe subiranno un ulteriore taglio del 6% ogni anno;
-per gli anni successivi dovrà essere emanato un nuovo decreto (la potenza incentivabile con questo decreto è 3mila megawatt).
Viene, inoltre, previsto che la disponibilità di potenza cumulativa per gli impianti con potenza nominale non inferiore a 1 kW che possono ottenere incentivi è fissata in 3000 MW qualora entrino in funzione entro il 31 dicembre 2011.
Ciò vuol dire, per esempio, che le tariffe incentivanti di impianti con potenza tra 1 e 3 kW vanno da 0,402 euro per kWh delle installazioni realizzate sugli edifici, agli 0,362 per tutti gli altri fino al 30 aprile 2011, per poi abbassarsi rispettivamente a 0,391 e 0,347 tra il 30 aprile e il 31 agosto, sino a 0,380 e 0,333 da settembre a dicembre.
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